La parola dopo
Guida · Sicurezza e truffe

Come proteggere i tuoi dati quando usi un chatbot

In breve

Quello che scrivi a un chatbot viene conservato, può essere letto da persone per controlli e, a seconda dell'azienda, può servire ad addestrare i modelli finché non lo spegni. Non dargli mai password, codici e numeri di carta, e prima di incollare un documento togli nomi e numeri e metti al loro posto [NOME].

Prima di cominciare

Quando scrivi a un chatbot, il messaggio non resta sul tuo telefono: arriva ai computer dell'azienda che lo fa. Questa guida vale per tutti i chatbot, gratis o a pagamento. Cambiano i nomi delle voci, non le cose da sapere.

Ecco cosa può succedere a quello che scrivi, secondo le pagine ufficiali di chi fa i chatbot:

  • Viene conservato. Le chat restano nella tua cronologia finché non le cancelli. E anche dopo, spesso l'azienda ne tiene una copia per un po', per controlli di sicurezza.
  • Può essere letto da persone. Google lo scrive chiaro: una parte delle chat la leggono dei revisori, e chiede di non scrivere niente che non vorresti far vedere a loro. Anche Anthropic scrive che le chat segnalate per la sicurezza possono essere tenute e controllate.
  • Può servire ad addestrare i modelli. L'addestramento è la fase in cui un modello impara. Le tue chat possono finirci dentro, se non lo spegni. Alcune aziende te lo chiedono, altre lo fanno finché non lo spegni: controlla tu nelle impostazioni.
  • Può essere ricordato. Molti chatbot hanno una memoria: si segnano cose su di te e le usano nelle chat successive.

La regola che sta sotto tutto: scrivi a un chatbot solo quello che scriveresti in una mail a uno sconosciuto gentile.

I passi

  1. Guarda le impostazioni una volta. Nelle impostazioni del chatbot cerca le voci sulla memoria e sull'uso delle chat per migliorare il modello. Decidi tu se tenerle accese. Spegnere l'addestramento vale per le chat nuove: quelle già usate non tornano indietro. Il pollice su o giù su una risposta può far usare quella chat intera per migliorare il modello, anche se hai spento l'addestramento.
  2. Non dargli mai le chiavi. Password, codici di accesso o di verifica, PIN, numeri di carta, il documento d'identità intero. Nessun lavoro che un chatbot fa per te ha bisogno di queste cose.
  3. Prima di incollare un documento, ripuliscilo. Togli nomi, indirizzi, telefoni, email, codice fiscale, IBAN, numeri di contratto e di pratica. Al loro posto scrivi un segnaposto: [NOME], [INDIRIZZO], [IBAN]. Il chatbot lavora lo stesso, e i dati veri li rimetti tu alla fine.
  4. Attento ai dati degli altri. Le analisi di un parente, i dati dei clienti, le buste paga dei colleghi: non sono tuoi, e non tocca a te mandarli fuori. Se ti servono, ripuliscili come al passo 3.
  5. Per le cose delicate usa la chat temporanea. Molti chatbot ne hanno una (a volte si chiama «in incognito»): non resta nella cronologia, non crea ricordi e, secondo le aziende, non serve ad addestrare. Viene comunque tenuta per un po' per i controlli di sicurezza, quindi il passo 2 vale anche lì.
  6. Ogni tanto fai pulizia. Cancella le chat che non ti servono e guarda cosa si è segnato la memoria. Cancellare una chat non sempre cancella quello che la memoria ne ha ricavato: vanno tolte tutte e due.
  7. Usa solo il chatbot vero. Scarica l'applicazione dallo store ufficiale e controlla chi la pubblica, oppure apri il sito scrivendo tu l'indirizzo. Secondo l'azienda di sicurezza Sophos, esistono applicazioni che copiano nome e logo dei chatbot famosi.

Il prompt da copiare

Usalo su un testo già ripulito, con i segnaposto al posto dei dati veri. Il chatbot fa il lavoro e alla fine ti ricorda dove rimettere i dati.

Ti incollo un testo in cui ho tolto i dati personali e ho messo dei segnaposto fra parentesi quadre, come [NOME] o [IBAN]. Non chiedermi i dati veri e non inventarli.

Cosa devi fare: [riassumilo / correggilo / rendilo più chiaro / scrivi una risposta].

Lascia i segnaposto così come sono, nello stesso punto.
Alla fine fammi un elenco di tutti i segnaposto rimasti nel testo, nell'ordine in cui compaiono, così so dove rimettere i dati veri.
Se vedi un dato personale che mi è sfuggito (un nome, un numero, un indirizzo), dimmelo, senza ripeterlo per intero.

Ecco il testo:
[il testo già ripulito]

L'ultima richiesta ti fa da secondo controllo. Ma il primo lo fai tu, prima di incollare: se il dato è già nella chat, è già arrivato.

Un esempio

Prima: «Riassumi questa lettera: Gentile Mario Rossi, via Garibaldi 12, Torino, codice fiscale RSSMRA…, le comunichiamo che il pagamento sull'IBAN IT60…»

Dopo: «Riassumi questa lettera: Gentile [NOME], [INDIRIZZO], codice fiscale [CODICE FISCALE], le comunichiamo che il pagamento sull'IBAN [IBAN]…»

Il riassunto viene uguale: per capire una lettera della banca, al chatbot non serve sapere chi sei.

Cosa controllare

  • Il testo, prima di inviare. Rileggilo cercando numeri lunghi, nomi, indirizzi, email. Anche in fondo: le firme e i piè di pagina sono pieni di dati.
  • I file. Una foto o un PDF possono contenere più di quello che pensi: un indirizzo sullo sfondo, un timbro, un codice a barre. Se puoi, copia solo il pezzo di testo che serve.
  • Le impostazioni, ogni tanto. Gli aggiornamenti possono aggiungere voci nuove. Ricontrolla la memoria e l'addestramento.
  • Il nome di chi pubblica l'applicazione. Deve essere l'azienda che fa il chatbot, non un nome simile.

Se non funziona

  • Ho già incollato un dato che non dovevo. Cancella la chat e controlla la memoria. Se era una password o un codice, cambialo subito: è l'unico modo per essere sicuri. Se era il numero della carta, chiama la tua banca.
  • Il chatbot senza i dati veri non capisce. Usa segnaposto che spiegano: [NOME DEL CLIENTE], [DATA DI SCADENZA], [IMPORTO DEL MUTUO]. Il senso resta, il dato no.
  • Il documento è troppo lungo da ripulire. Non serve incollarlo tutto. Copia solo le parti che ti servono, e ripulisci quelle.
  • Ho installato un'applicazione e chiede di pagare subito. Potrebbe non essere quella vera. Controlla chi la pubblica. Se ti sei abbonato, secondo l'azienda di sicurezza Sophos cancellare l'applicazione non basta: l'abbonamento va disdetto dallo store.

Domande frequenti

Se spengo l'addestramento, i miei dati sono al sicuro?

Non del tutto. Le chat restano comunque conservate, possono essere controllate per motivi di sicurezza, e quelle già usate per addestrare non tornano indietro. Spegnerlo è utile, ma la protezione vera è non scrivere i dati.

Se cancello una chat, sparisce davvero?

Sparisce dalla tua cronologia subito. Dai computer dell'azienda può sparire più tardi, e alcune copie, per esempio quelle già lette dai revisori o segnalate per la sicurezza, possono restare a lungo. Quello che la memoria ne ha ricavato può restare finché non lo togli. Quanto tempo ci vuole lo scrivono le pagine sulla privacy di ogni chatbot.

Posso chiedere al chatbot di togliere i dati da un documento?

Solo se il documento è già ripulito. Se glielo incolli con i dati dentro per farglieli togliere, i dati li ha già ricevuti. Togli tu i dati prima, a mano; poi il chatbot può aiutarti a controllare se te n'è sfuggito qualcuno.

Posso fargli leggere le mie analisi del sangue?

Il Garante per la privacy invita a pensarci bene: i dati sulla salute sono tra i più delicati, e le risposte vanno sempre verificate con un medico. Se lo fai, togli nome, codice fiscale e numeri della pratica. Le analisi di un'altra persona, senza il suo permesso, no.

La memoria è una cosa brutta?

No, è comoda: il chatbot ricorda come ti piacciono le risposte. Ma è un posto in più dove stanno informazioni su di te. Guarda ogni tanto cosa contiene e togli quello che non vuoi.

Da dove viene

  • Google, la pagina sulla privacy delle app Gemini: una parte delle chat è letta da revisori, l'invito a non scrivere informazioni riservate, cosa succede con l'attività spenta e con le chat temporanee (support.google.com).
  • Anthropic, le pagine sulla privacy di Claude: l'uso delle chat per migliorare il modello si sceglie, le chat in incognito non sono usate, le chat segnalate per la sicurezza sono tenute più a lungo, cosa succede alle chat cancellate (uso per l'addestramento, quanto tempo sono conservate).
  • OpenAI, le pagine di aiuto di ChatGPT: come spegnere l'uso delle conversazioni per migliorare i modelli, le chat temporanee, il fatto che una chat cancellata non cancella i ricordi salvati nella memoria (uso dei dati, memoria).
  • Garante per la protezione dei dati personali, il comunicato del 30 luglio 2025 sui referti medici caricati sui sistemi di intelligenza artificiale: il rischio di perdere il controllo sui dati sanitari, leggere le informative, verificare le risposte con un medico (garanteprivacy.it).
  • Sophos, l'azienda di sicurezza informatica, sulle applicazioni che si spacciano per chatbot famosi negli store ufficiali per vendere abbonamenti, e sul fatto che cancellare l'applicazione non disdice l'abbonamento (sophos.com).

Guida controllata il 24 ottobre 2026. Versione in testo semplice